Didattica inclusiva e multisensoriale: l’esperienza CITISLAB
Giovedì 19 e Venerdì 20 febbraio 2026 il team di CITISLAB ha partecipato al Convegno ARTEDU2026: Convegno nazionale sulla didattica delle arti figurative e performative presso il Dipartimento di Architettura di Palermo.
La prof.ssa Ivana Passamani (Founder e Presidente di CITISLAB) è intervenuta portando la sua esperienza su metodologie di rappresentazione tattile e accessibilità dei contenuti artistici e architettonici attraverso una didattica multisensoriale. Il contributo presentato è stato realizzato da prof.ssa Ivana Passamani e arch. Virginia Sgobba (UniBS), Anna Paolini, Anna Lombardo e Martina Loda (Museo Diocesano di Brescia).
Un contributo per un’arte accessibile e condivisa
L’intervento ha illustrato gli esiti del contratto di ricerca “Tutto ha senso” tra il Museo Diocesano di Brescia e l’Università degli Studi di Brescia. Il progetto nasce con un obiettivo chiaro: trasformare il museo in uno spazio realmente accessibile, dove contenitore architettonico e opere d’arte diventano accessibili attraverso strumenti visuo-tattili progettati secondo i principi del Design for All.
L’obiettivo è superare un approccio esclusivamente visivo alla conoscenza, proponendo strumenti che favoriscano una fruizione consapevole anche per persone non vedenti e ipovedenti. Le soluzioni visuo-tattili diventano così dispositivi educativi permanenti, capaci di trasformare la visita in un’esperienza di didattica multisensoriale, dove il tatto integra la vista e rafforza la comprensione dello spazio, delle opere e del paesaggio.
Mappe tattili, modelli tridimensionali, pannelli in rilievo e tavoli tattili consentono di orientarsi nello spazio architettonico e di comprendere anche la complessità simbolica delle opere pittoriche. Se l’orientamento dei visitatori all’interno dello spazio museale può essere supportato da planimetrie e modelli 3D dell’edificio; la vera sfida è la traduzione semantica dei dipinti: rendere percepibili figure, gerarchie compositive e variazioni stilistiche attraverso il tatto, il contrasto cromatico e la scomposizione in piani di profondità.
La trasposizione tattile delle immagini non è una semplice semplificazione, ma un processo metodologico rigoroso che integra rappresentazione grafica, percezione aptica e progettazione inclusiva. Questo approccio rende possibile una didattica inclusiva capace di coinvolgere pubblici differenti, con e senza disabilità sensoriali, favorendo una partecipazione attiva e consapevole.
Attraverso la scomposizione dei dipinti in livelli, l’uso di rilievi differenziati e texture, ogni visitatore può costruire un proprio percorso di scoperta. L’esperienza laboratoriale – che invita a “vedere” con le mani e a rimettere in discussione la centralità esclusiva della vista – supera il tradizionale divieto del “non si tocca” e diventa occasione di dialogo, confronto e crescita condivisa.
Per CITISLAB, lavorare per una didattica inclusiva significa promuovere un cambiamento culturale: l’accessibilità non è un servizio aggiuntivo, ma una qualità strutturale della comunicazione museale. È un investimento sulla mediazione culturale che amplia il pubblico, rafforza la funzione sociale del museo e restituisce all’arte la sua dimensione educativa, emozionale e relazionale.


