Verrayes For All: pannelli visuo-tattili per leggere il territorio

Progetto IN3ViE – Viaggi ed emozioni senza barriere

A Verrayes, in Valle d’Aosta, Citislab SRL, spin-off dell’Università degli Studi di Brescia, ha progettato e realizzato tre pannelli visuo-tattili che comunicano paesaggio, architettura e arte del territorio comunale. L’intervento, del 2026, fa parte del progetto IN3ViE – Viaggi ed emozioni senza barriere, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Interreg Italia-Svizzera.

Il contesto: Verrayes e il progetto Interreg IN3ViE

Il territorio di Verrayes è fatto di montagne, pievi e affreschi, attraversato dalla via Francigena. I tre pannelli si inseriscono nel percorso IN3ViE – Viaggi ed emozioni senza barriere, che promuove una rete transfrontaliera di destinazioni di turismo accessibile al fine di valorizzare il patrimonio naturale e culturale, favorire l’inclusione sociale e contribuire a destagionalizzare l’offerta.

L’intervento è stato realizzato con la collaborazione del Canton du Valais, della Regione autonoma Valle d’Aosta e del Comune di Verrayes, con il patrocinio dell’UICI – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Come si comunica un territorio attraverso il tatto?

Un territorio si comunica attraverso il tatto scomponendolo in livelli di lettura successivi, dalla scala territoriale al dettaglio, e trasformando ogni immagine in un disegno in rilievo. Ciascun pannello di Verrayes segue questa progressione: dall’ortofoto del territorio alla planimetria di un edificio, fino al singolo affresco o al singolo elemento vegetale.
 
Tutte le fotografie presenti sui pannelli sono rese accessibili al tatto: gli elementi dell’immagine vengono trasposti in disegno in rilievo, così che anche il paesaggio fotografico possa essere esplorato con le mani. È la stessa trasposizione tattile che caratterizza i pannelli tattili di paesaggio di Citislab, nei quali il tatto diventa un ponte sensoriale tra chi visita e il luogo osservato.

Tre stazioni, tre temi: i contenuti dei pannelli

I tre pannelli visuo-tattili sono collocati presso la chiesa di Diémoz, nell’area naturale di Champlong e presso la cappella di Marseiller. Ciascuno affronta un tema distinto: il territorio comunale e la sua architettura religiosa, l’ambiente naturale in quota, il rapporto tra il paesaggio della valle e l’arte quattrocentesca.

Il territorio di Verrayes e la chiesa di Diémoz

Collocato presso la chiesa dei Santi Martino e Lucia, sulla via Francigena, il pannello introduce l’intero territorio comunale. Un’ortofoto di Verrayes indica il punto in cui si trova il visitatore, gli altri due pannelli del progetto, il municipio e i principali elementi del territorio: Diémoz, Marseiller, l’arboretum del canonico P.L. Vescoz, Champlong, lo stagno di Loson, la Cima Longhede e la Becca d’Aver. A destra, la planimetria tattile della chiesa riporta la posizione del pannello e il tracciato della via Francigena. Nella parte inferiore la lettura si fa più ravvicinata, con la fotografia dell’affresco attribuito a Giacomino d’Ivrea, che raffigura San Martino e San Maurizio, e con il bassorilievo tattile di Santa Lucia, tratto dalle figure scolpite sul portone ligneo della chiesa.

Area naturale e paesaggistica di Champlong

Nell’area attrezzata di Champlong, a 1650 metri di quota, il pannello restituisce l’ambiente in due momenti. L’ortofoto individua i principali elementi presenti, tra cui il tracciato del percorso accessibile e il larice secolare. A destra, la fotografia del paesaggio del laghetto, con le vette visibili (Cima Longhede e Becca d’Aver) rese leggibili al tatto, è affiancata dal bassorilievo del larice secolare, che permette di toccare la forma di uno dei simboli vegetali del luogo.

Il paesaggio dalla cappella di Marseiller

Dal promontorio panoramico su cui sorge la cappella, il pannello rende tattile lo skyline della valle. La fotografia del paesaggio visibile, con l’individuazione delle principali vette, è accompagnata a destra dalla pianta della cappella e dalla fotografia dell’affresco Lo Reuvé, attribuito a Giacomino d’Ivrea e conservato all’interno dell’edificio. Il visitatore passa così dall’ampiezza del paesaggio alla dimensione raccolta dell’arte quattrocentesca.

 

Come sono fatti i pannelli visuo-tattili di Verrayes?

Un pannello visuo-tattile è un supporto informativo che rende leggibili gli stessi contenuti con la vista e con il tatto, combinando rappresentazioni in rilievo ad alto contrasto cromatico, testi in caratteri in chiaro e testi in Braille. A Verrayes due pannelli misurano 120×50 cm e uno 110×50 cm.

I pannelli sono collocati su supporti metallici avvicinabili anche con sedia a rotelle. Le rappresentazioni grafiche in rilievo sono impostate su un elevato contrasto cromatico, per consentire la lettura sia attraverso il tatto sia con la vista. I testi sono in italiano e in francese, in caratteri in chiaro e in Braille nelle rispettive versioni.

Un approccio Design for All

A Verrayes il principio del Design for All si traduce in una comunicazione inclusiva che non distingue tra visitatori: i pannelli arricchiscono l’esperienza di tutti, trasformando un passaggio rapido in conoscenza, memoria e autonomia. Le tre stazioni compongono un percorso di lettura del paesaggio all’aperto, il tema che Citislab sviluppa negli itinerari paesaggistici.

Per Citislab SRL, spin-off dell’Università degli Studi di Brescia, la comunicazione accessibile a tutti è un modo per trasformare la difficoltà di pochi in una risorsa positiva per tutti.