In T. Empler, A. Caldarone & A. Fusinetti (a cura di), DAI - Il Disegno per l’Accessibilità e l’Inclusione (pp. 444-461). Alghero, Italia: Publica, ISBN 9788899586478.
In T. Empler, A. Caldarone & A. Fusinetti (a cura di), DAI - Il Disegno per l’Accessibilità e l’Inclusione (pp. 334-353). Alghero, Italia: Publica, ISBN 9788899586478.
Rilevare e valorizzare la memoria. Analisi e proposte per il cimitero Vantiniano.
Brescia, Italia: Grafo. ISBN 978-88-5493-081-0.
Abstract:
Rilevare e valorizzare la memoria significa intraprendere un processo scientifico di conoscenza di un complesso architettonico per formulare proposte volte a una coerente e rispettosa valorizzazione culturale. Questo volume presenta gli esiti della ricerca “La citta’ della memoria nella capitale della cultura: conoscenza e valorizzazione del cimitero Vantiniano di Brescia” affidata dal Comune di Brescia al Dipartimento di Ingegneria Civile Architettura Territorio Ambiente e di Matematica dell’Università di Brescia, Responsabile Scientifico Prof. Arch. Ivana Passamani. Nella sezione Rilevare i contributi di Borin, Gentilin, Passamani, Roselli, Rossi e Sgobba documentano la complessa attività di analisi del Cimitero, condotta attraverso ricerche di archivio e rilievi strumentali e diretti e finalizzata alle restituzioni grafiche del sito, della vegetazione, degli edifici e dei monumenti e tombe più significative. La sezione Valorizzare raccoglie, in linea con una visione del Vantiniano come museo open air condivisa dagli autori Longo, Passamani, Roselli e Sgobba, proposte di valorizzazione che si fondano sulla lettura critica di alcuni suoi elementi fortemente simbolici, sulla predisposizione di cinque percorsi tematici di visita supportati da pannelli tattili fruibili da tutti i visitatori secondo il principio del Design for All, sull’allestimento di una mostra strutturata per essere permanente. Il Vantiniano è un luogo della memoria di altissimo valore storico, culturale e sociale. Conoscerlo e valorizzarlo consente di accrescere la consapevolezza della propria storia e delle gesta che hanno contribuito a scriverla.
In M. Centofanti, A. Sdegno, P. Cochelli, & V. Riavis (a cura di), Rilievo dei beni culturali e rappresentazione inclusiva per l’accessibilità museale (pp. 91-108). Milano, Italia: FrancoAngeli Open Access. ISBN: 978-88-3515-486-0, doi: 10.3280/OA-1040.
In: A. Marata & R. Galdini (a cura di), DIVERSEcity Call for Papers - Biennale Spazio Pubblico (pp. 139-148). Roma, Italia: CNAPPC Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori. ISBN: 978-88-941296-4-9.
Abstract:
In a Diverse City all the people can be healthy and active. We propose micro-architectures where people can achieve many services and, in the same time, have sensorial experiences. The micro-architectures are sustainable because they’re built by recycled materials; they’re shaped according to the characteristics of urban spaces where they are built. They propose to unify the different elements of street furniture. Besides, the design is based on the Universal Design and Active City principles.
Passamani I., Trotti F., & Schincariol A. (2018).
Toccare il cielo con un dito. Dallo skyline intangibile alla silhouette tattile.
In: R. Salerno (a cura di), Rappresentazione/Materiale/Immateriale Drawing As (In)Tangible Representation (pp. 1315-1322). Roma, Italia: Gangemi Editore. ISBN: 978- 88-492-3651-4.
Abstract:
Disegnare il profilo del paesaggio contro il cielo trasmette conoscenza: una linea orizzontale evoca la pianura, linee curvilinee le colline, linee scalettate gli edifici. Come comunicarlo ai non vedenti e renderli partecipi del mondo circostante? Lo skyline è trattato nell’arte come forma espressiva fortemente rappresentativa: alcune sue immagini sono, qui, un riferimento di studio sull’accessibilità al/del Castello di Brescia. Si individuano punti visuali dove tradurre l’immagine dello skyline (intangibile) in silhouette tattile (tangibile), in base ai principi teorici del Disegno e dell’Universal Design. Drawing of the landscape’s outline against the sky transmits knowledge: a horizontal line suggests the plain, the curved lines represent the hills, jagged lines are for the buildings. How to communicate it to blind people and make them take part of the surrounding world? The skyline is considered in the art contest as a strongly representative expressive form: here, some of art’s images are a study reference on the accessibility to/of the castle of Brescia. Visual points are identified: here we translate the skyline’s image (intangible) into tactile silhouette (tangible), according to the theoretical principles of Drawing and Universal design.
Passamani I. (2017).
Le mani sull'architettura. Sperimentazioni per progetti di comunicazione inclusiva.
In: A. Di Luggo, P. Giordano, R. Florio, L. M. Papa, A. Rossi, O. Zerlenga, S. Barba, M. Campi, & Cirafici A. (a cura di), Territori e frontiere della rappresentazione/Territories and frontiers of representation (pp. 1371-1378). Roma, Italia: Gangemi editore international. ISBN: 978-88-492-3507-4.
Abstract:
Chiudiamo gli occhi e muoviamoci al buio: è il modo migliore per avvicinarci ai problemi delle disabilità visive e per sentire che la ricerca deve guardare alla rappresentazione inclusiva. Dobbiamo svincolarci dall’oculocentrismo occidentale applicando i principi del “Design for all” e alternando verifiche sul campo e rielaborazioni teoriche, sulla scorta della bibliografia esistente. Comunicare con modelli o mappe tattili permetterà di sintetizzare i dati e di ampliare il numero dei fruitori. Il diverso punto di vista, il tatto, è la nuova frontiera della comunicazione.
Microarchitetture
Longo O. (2025).
Microarchitetture per la fruizione di paesaggi e città accessibili.
Urbanistica Informazioni, volume (319), pp. 79-85. ISSN: 2239-4222.
Abstract:
Questo contributo contiene un estratto di una indagine più ampia sulla questione della valorizzazione di siti storici, naturalistici e paesaggistici, attraverso la definizione e progettazione di microarchitetture. La metodologia di ricerca adottata segue una sistematizzazione dei modelli di microarchitetture, selezionati tra i più rappresentativi dei casi più comuni ed elaborati in seguito alla loro tipizzazione e progettazione sul campo.
Passamani I., Longo O., Sgobba V., & Sigurtà D. (2024).
In A. Cardaci, F. Picchio, A. Versaci (a cura di), ReUSO 2024. Documentazione, restauro e rigenerazione sostenibile del patrimonio costruito (pp. 1546-1556). Alghero, Italia: Publica. ISBN 9788899586454.
Microarchitetture nuovi sistemi di valorizzazione per i beni culturali e i loro contesti.
Trento: LISt Lab. ISBN 9788832080186
Abstract:
Questo libro, per ragioni editoriali, contiene solo un estratto di una ricerca più ampia condotta dai curatori di questo volume sulla questione della valorizzazione dei luoghi, sia in ambito urbano che in aree naturalistiche, attraverso lo studio e la progettazione di microarchitetture. Nella storia, le architetture di piccola dimensione sono state una manifestazione diffusa dell’essere umano di fronte alla necessità di radicarsi in un determinato luogo. Rifugi, piccoli servizi, punti di vista sul paesaggio, ecc. sono stati modellati da un’infinità di materiali che hanno determinato, a seconda delle tecniche utilizzate e dei contesti culturali, diverse forme di risposta alla stessa esigenza. Negli ultimi anni, possiamo individuare diversi esempi di architetture, di piccola e media dimensione, progettate e definite “chioschi” o “padiglioni” o “arredi urbani”. Osservando i tanti esempi, progettati o realizzati, possiamo estrarre le parole chiave che stanno ispirando la nostra ricerca: decorazione, divertimento, promozione, cultura, arte, funzionalità. Termini che possono orientare queste microarchitetture sia per ambiti naturalistici sia per situazioni urbane che richiedono interventi sempre più urgenti, come l’accessibilità e la disabilità. Quando parliamo di microarchitetture il rapporto col paesaggio diventa simbiotico sia in termini relazionali con le forme esistenti, siano esse della modernità che del passato, sia in termini esperienziali con la cultura materica nella sua stratificazione storica. In quest’ottica olistica l’architettura deve assumersi le responsabilità di mediare tra la nuova conformazione del paesaggio e la sua tradizione storica, nella consapevolezza che essa finirà inevitabilmente per cambiare sia i loro rapporti interni che quelli con l’opera stessa. Il nuovo modo di fare architettura deve saper leggere il paesaggio in cui si inserisce, sia esso antropico che naturale, e deve farsi carico della sua sopravvivenza proprio per tener viva quella “cultura materiale” da cui nasce. Un’architettura che non sappia fare questo è destinata ad essere vissuta come un ‘corpo estraneo’ e in tal modo rischia di essere dimenticata o percepita come qualcosa la cui salvaguardia non è nelle priorità del contesto antropologico di cui è figlia. La corretta lettura della stratificazione di significati presenti in un luogo, inoltre, può dare un ulteriore valore alla microarchitettura perché può essere un’occasione per recuperare il rapporto uomo-paesaggio in quei contesti in cui questo legame si è perso.
Passamani I. (2019).
Paesaggio urbano e microarchitetture per macrovisioni tattili.
In O. Longo, & D. Sigurtà (a cura di), Microarchitetture nuovi sistemi di valorizzazione per i beni culturali e i loro contesti (pp. 20-44), Trento, Italia: LISt Lab. ISBN 9788832080186.
Abstract:
Il dibattito sullo spazio urbano e sugli oggetti che lo popolano è quantomai attuale, ed è possibile declinarlo applicando due approcci scientifici: quello del Disegno che, supportato dal Rilevamento, ne garantisce la conoscenza attraverso la restituzione grafica delle sue caratteristiche formali, tipologiche e mensorie; quello della Composizione che ne indaga valori e caratteri per poter individuare modi consoni per l’inserimento di nuovi elementi. È quindi necessario concentrare l’attenzione sul rapporto dialettico tra contenitore/città e contenuto/installazione: un rapporto percettivo-visivo, spaziale, cromatico e materico, stilistico, ma anche un rapporto funzionale che deve essere razionalizzato. Le premesse introduttive consentono di inquadrare gli ambiti in cui si muove questo contributo. La prima premessa riguarda il concetto di paesaggio urbano, letto con un taglio particolare che è quello dell’inclusività dello spazio e delle funzioni pubbliche che esso accoglie: i due poli – città e installazione – devono dialogare e interagire per migliorare la vita quotidiana di tutti, nella direzione dell’inclusività. Proprio su questo tema la seconda premessa tratteggerà lo stato dell’arte, per un corretto orientamento tra i diversi significati. Il contributo proporrà quindi un approfondimento sull’analisi dello spazio urbano e sul relativo arredo e alcune considerazioni e proposte per l’inclusività come caratteristica indispensabile.
Multisensorialità
Passamani I., & Longo O. (2019).
The Mediated Landscape. Methods and Media for the Re-knowledge of the Torbiere del Sebino.
In: A. Luigini (ed). Proceedings of the 1st International and Interdisciplinary Conference on Digital Environments for Education, Arts and Heritage. EARTH 2018 Advances in Intelligent Systems and Computing, volume (919), pp. 647- 655. Cham, Switzerland: Springer. doi: 10.1007/978-3-030-12240-9_67.
Abstract:
The “Torbiere del Sebino” is a natural reserve declared a wetland of international importance under the Ramsar Convention (Ramsar, Iran, 1971). Due to its social-economical history and to the variety of species and habitats it’s considered a priority area for biodiversity in the Po Valley. That’s why we consider this area an optimal training ground in which it is possible to experiment a multisensory approach to sense the atmosphere that “is” the site itself. An educational path about landscape and environment starts from the photographic media and develops into a preconstructed graphic/textual tool. The photographic tool acts as a filter between the individual and the outside world when is required to discriminate and interpret the characteristics of the area; another tool, the dynamic diary, helps the researchers to search for “genius loci”, following a preordinated index. After this preliminary activity, it would be possible to face the design of the microarchitectural structures, useful for enhancing and highlighting the peculiarities of the itineraries of the visit. The final outcome can be considered a “mediated landscape”. The mediation process works through some steps: - the survey and study of the Torbiere landscape with a focus on the outcomes from the 5 senses - the selective attention to the outcomes of a single sense and the consequent project proposals for the enhancement of this site, focused only on one sense.
Passamani I. (2017).
Paesaggi culturali lungo l'acqua. Un disegno per tutti i sensi.
In: M. Palma Crespo, M.L. Gutiérrez Carrillo & R. García Quesada (eds.), ReUSO Granada 2017. Sobre una arquitectura hecha de tiempo, vol. 3 "Paisaje Cultural y Patrimonio Industrial” (pp. 335-341). Granada, Spagna: Editorial Universidad de Granada. ISBN: 978-84-338-6131-3.
Abstract:
In the cultural landscape here presented an artificial channel on which was based the local economy is the protagonist of a cultural project. Survey and drawing are used to tell the life of a community and to invite visitors to use all the senses. Since sight alone is not enough to understand and control a place, the use of other senses allows us to live a full experience. The tour path promotes discovery and knowledge of the system Vaso Re, enhancing the sign of water, the forges and the still active mill, the paleoindustrial architecture settlements and multiple signals whose relationship with the water is tied to their role in the full system. You can then define this geographical area like a pervasive – open air museum, in line with the most recent settings of museology, linked to material culture.
Passamani I., & Morandini Ruggeri L. (2006).
Alla scoperta del Vaso Re, lungo il racconto disegnato dall’acqua.
Bienno, Italia: Comune di Bienno.
Abstract:
Ideazione e coordinamento scientifico dell'intero progetto: I. Passamani. Guida scientifica del percorso culturale, con testi, immagini fotografiche, disegni storici e redatti specificatamente per il progetto.
Passamani I. (2005).
La valorizzazione dei segni protoindustriali sul territorio: un percorso culturale lungo il “Vaso Re” di Bienno.
In: S. Van Riel, & M. P. Semprini (a cura di). Degrado del paesaggio e complessità territoriale. Secondo colloquio sul restauro del paesaggio e del territorio (pp. 191-200). Firenze, Italia: Alinea. ISBN: 88-6055-004-1.
Abstract:
Il “Vaso Re” è un antichissimo canale artificiale che si snoda lungo un’intera vallata laterale della Valle Camonica, attraversando il territorio di tre diversi comuni e scorrendo in posizione parallela al torrente Grigna: entrambi i corsi d’acqua si gettano nel fiume Oglio nel territorio comunale di Esine. Detto canale, derivato in tempi antichissimi dal torrente Grigna, costituisce una straordinaria opera idraulico/produttiva che contraddistingue questa vallata: in particolare, però, connota in maniera inequivocabile il comune di Bienno, in quanto solo qui non sono state messe in atto dissennate politiche di cancellazione o intubazione forzata, grazie alla persistenza di talune attività produttive, al ridotto adeguamento tecnologico delle stesse, ed al particolare interesse che le Amministrazioni comunali hanno riservato al mantenimento di quest’opera idraulica. Di fronte all’inevitabile, seppur lento e poco entusiastico abbandono di attività così faticose - solo una fucina produce ancora strumenti in ferro utilizzando gli antichi magli mossi dalle ruote idrauliche, mentre tre fucine ed un mulino acquisiti negli anni dall’Amministrazione comunale sono tuttora funzionanti per dimostrazioni didattiche – si è avvertita l’esigenza di un ripensamento globale del territorio comunale interessato dal percorso del Vaso Re, evitando interventi puntiformi di restauro di singoli edifici ma mirando piuttosto alla trasformazione di tale “sistema produttivo integrato” in vero e proprio museo territoriale o ecomuseo, secondo le più recenti impostazioni della museologia legata soprattutto alla cultura materiale. I siti di archeologia industriale, piuttosto che essere smontati e rimontati in altro luogo come avveniva per gli ormai storici Open Air Museums, debbono essere messi in condizione di raccontarsi mantenendo per quanto possibile le loro condizioni originarie ed autentiche, con l’ausilio di un sistema culturale - didattico discreto e non predominante che favorisca l’approfondimento dei caratteri non immediatamente comprensibili. Seguendo quindi sul territorio comunale il disegno fatto secoli fa dall’uomo con l’acqua, sarà possibile riprendere il filo del racconto inerente la storia stessa del territorio, che verrà valorizzato senza mettere in campo meccanismi complicati di attrazione, ma più semplicemente evidenziandone le trasformazioni e le connessioni strettissime tra le materie prime che esso poteva offrire e le attività che l’uomo vi ha avviato.
Percorsi e Tecnologie
Passamani I. (2023).
Il cimitero Vantiniano come museo open air.
In: I. Passamani (a cura di), Rilevare e valorizzare la memoria. Analisi e proposte per il cimitero Vantiniano (pp. 120-125). Brescia, Italia: Grafo. ISBN: 978-88-5493-081-0.
Passamani I. (2023).
Interpretare la memoria: proposte di percorsi culturali.
In: I. Passamani (a cura di), Rilevare e valorizzare la memoria. Analisi e proposte per il cimitero Vantiniano (pp. 132-137). Brescia, Italia: Grafo. ISBN: 978-88-5493-081-0.
Longo O. (2023).
Percorso a. Gli elementi architettonici peculiari.
In: I. Passamani (a cura di). Rilevare e valorizzare la memoria. Analisi e proposte per il cimitero Vantiniano (pp. 142-146). Brescia, Italia: Grafo. ISBN 978-88-5493-081-0.
Longo O. (2023).
Percorso c. Gli avvenimenti storici.
In: I. Passamani (a cura di). Rilevare e valorizzare la memoria. Analisi e proposte per il cimitero Vantiniano (pp. 159-162). Brescia, Italia: Grafo. ISBN 978-88-5493-081-0.
Passamani I. (2023).
Percorso d. La donna tra dolore e valore simbolico.
In: I. Passamani (a cura di). Rilevare e valorizzare la memoria. Analisi e proposte per il cimitero Vantiniano (pp. 163-167). Brescia, Italia: Grafo. ISBN 978-88-5493-081-0.
Sgobba V. (2023).
Percorso e. Principali artisti bresciani.
In: I. Passamani (a cura di). Rilevare e valorizzare la memoria. Analisi e proposte per il cimitero Vantiniano (pp. 168-172). Brescia, Italia: Grafo. ISBN 978-88-5493-081-0.
Chiavoni E., & Passamani I. (2021).
L'arte rupestre nel paesaggio della Valle Camonica. Osservazione e narrazione.
In: C. Bellanca, & C. Antonini Lanari (a cura di), Roma, capitale d'Italia 150 anni dopo, volume (2): Preesistenze architettoniche. Aree archeologiche - Paesaggio (pp. 611-622), Roma, Italia: Artemide. ISBN: 978-88-7575-405-1.
Abstract:
Careful observation of the landscape can trigger multiple reflections and critical assessments. In fact, paraphrasing Le Corbusier, seeing is not a passive act, but already contains the kernel of a project. This profound, multisensorial relationship sparks a knowledge-gathering process leading not only to an appreciation of the uniqueness, identity and inimitable nature of the site, but also to comprehension of its cultural and historical importance and relative significance. Drawing can be used to analyse what has been built by the hand of man and what nature itself has created, record- ing how it has been affected by the passing of the years and natural and artificial events. All these drawings –some more technical, others more emotional- join forces to influence the conservation and enhancement of the landscape. Innovation –primar- ily guided by digital technologies- helps to convey environmental heritage as well as inspire choices regarding governance. These unique, multifaceted systems involving parks, urban centres, walkways, paths and rural landscapes could be managed as part of an Observatory on enhancement-oriented knowledge.
Passamani I., Fasolini F., Ghidinelli N., & Pasini A. (2021).
Il mondo digitale per ricostruire la memoria di una comunità.
In: AA VV. Il bombardamento di Gavardo settantacinque anni dopo (pp. 21-37). Brescia, Italia: LiberEdizioni, ISBN: 979-12-801481-7-9.
Abstract:
Lo studio dei luoghi e la comprensione degli stessi viene portato avanti attraverso varie forme di comunicazione innovative, inclusive e più efficaci (dal nuovo mondo digitale al tattile e multisensoriale). Il progetto di ricerca è articolato in più azioni, la prima delle quali ha avuto l’obiettivo di dare vita ad uno spazio nel quale riversare informazioni e dati di varia natura che possa divenire una “scatola della memoria” accessibile a tutti. Il patrimonio culturale di un territorio è infatti un sistema articolato di immagini e situazioni stratificate generate dalla successione di vicende naturali e antropiche. Il metodo presentato si pone l’obiettivo principale di raccogliere questi dati e di sistematizzarli all’interno di un ambiente che sia facilmente accessibile a diverse tipologie di utenti e che ne permetta la valorizzazione, così da rendere fruibile il patrimonio culturale, storico, economico, naturalistico di un territorio, al fine di favorire la conoscenza, la responsabilizzazione e la partecipazione degli abitanti.
Fasolini S., Passamani I., Ghidinelli N. & Pasini A. (2020).
In: A. Arena, M. Arena, R. G. Brandolino, D. Colistra, G. Ginex, D. Mediati, S. Nucifora, & P. Raffa (a cura di). Connettere. Un disegno per annodare e tessere/Connecting. Drawing for weaving relationships. Atti del 42° Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione. Proceedings of the 42th International Conference of Representation Disciplines Teachers (pp. 2142-2161). Milano, Italia: FrancoAngeli Open Access, ISBN: 9788835104490, doi: 10.3280/oa-548.116.
In: P. Fiore & E. D’Andria (a cura di), I centri minori…da problema a risorsa. Strategie sostenibili per la valorizzazione del patrimonio edilizio, paesaggistico e culturale nelle aree interne/Small towns...from problem to resource. Sustainable strategies for the valorization of building, landscape and cultural heritage in inland areas (pp. 423-432). Milano, Italia: Franco Angeli, ISBN: 9788891798428.
Fogli D., Sansoni D., Trivella E., Arenghi A., & Passamani I. (2018).
Advanced Interaction Technologies for Accessible and Engaging Cultural Heritage.
In: B. Guidi, L. Ricci, C. Calafate, O. Gaggi, & J. Marquez-Barja (eds.). Smart Objects and Technologies for Social Good. GOODTECHS 2017. Lecture notes of the Institute for Computer Sciences, Social Informatics and Telecommunications Engineering, volume (233), pp. 364-373. Cham, Germania: Springer. ISBN: 978-3-319-76110-7, Online ISSN: 978-3-319-76111-4, doi: 10.1007/978-3-319-76111-4_36.
Abstract:
This paper describes a web-based system composed of an authoring tool and a cross-platform mobile application, based on augmented reality and Bluetooth Low Energy technology, aimed at improving the visitor experience in a museum through tailored, accessible and engaging content and interaction. The system proposes itself as a low-cost solution for museum organizations, both in terms of required technical devices (visitors' smartphone is exploited for experiencing the augmented reality solution) and professional skills needed for long-term content maintenance. As to the latter, the authoring tool allows museum curators to create and manage all necessary contents that make up an app instance, including the structure of the museum, artwork descriptions and related materials (photos, videos and speeches) suitable for the different user profiles. A preliminary experimentation of the system demonstrates the feasibility of the proposal.
Passamani I. (2011).
La rappresentazione dell'identita' locale. Distretti culturali, osservatori, percorsi.
In: C. Gambardella (a cura di), S.A.V.E. Heritage. Safeguard of architectural, visual, environmental Heritage (pp. 9). Napoli, Italia: La scuola di Pitagora. ISBN: 978-88-6542-046-1.
Abstract:
Science, culture, economy: the interconnections between these elements represent the challenge of the XXIst century to protect the landscape by making it an engine for the economic development. Within this approach, and following the European Landscape Convention and the Urbani Codex, is the creation of the "Cultural Districts", conceived as a organization of actions, offices and services for the protection, conservation and enhancement of cultural heritage, aimed at the education, growth and involvement of citizens as well as for the development of local economies. They actively promote a development of cultural tourism and sustainable development, and they stimulate entrepreneurial innovation thereby respecting vocations and places’ history. An operational tool aimed at combining science, culture and economy is the “Landscape Observatory”: it conceives the permanent departure from the idea of the landscape as an one-way tool in favor of a multidisciplinary, historical, cultural, environmental as well as economical approach. Within this concept of knowledge crucial is the role of Representation. The creation of "Cultural thematic Routes" represents a successful response to the request for economic stimulus; it also sets the overcoming of the philosophical concept of the nowadays outdated Open Air Museums, assembled buildings, uprooted from their original sites and reassembled in fictional contexts. These paths tell the experience of a community through the help of teaching aids that develop contents not easily understandable: even the design of paths themselves contemplates in the foreground the role of Representation. The aim of this paper is to analyze all the above mentioned innovative ways to communicate and develop cultural identities.
Passamani, I. (2007).
Lungo il Vaso Ré, il racconto di un’industria millenaria.
AB, volume (90), 32-34. ISSN: 0393-3369.
Abstract:
Per molti secoli il “Vaso Ré” ha rappresentato l’impalcato portante per l’economia della bresciana valle del Grigna, ponendosi come asse ordinatore dei comuni coinvolti: il percorso culturale e didattico “Alla scoperta del Vaso Ré lungo il racconto disegnato dall’acqua” recentemente installato a Bienno (Bs) si prefigge quindi lo scopo di valorizzare questa preziosa risorsa, rendendola fruibile con modalità e livelli differenziati. L’inserimento del progetto nell’Accordo di Programma “Valorizzazione del patrimonio archeologico e dei siti archeologici di età romana della Media Valle Camonica” dimostra l’importanza strategica del percorso, identificabile come polo di carattere demo-antropologico, come museo territoriale operativo e vitale, a testimoniare le principali risorse territoriali: l’acqua ed il ferro.
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