{"id":5611,"date":"2026-04-12T08:47:19","date_gmt":"2026-04-12T08:47:19","guid":{"rendered":"https:\/\/citislab.it\/abilism-what-is-it-and-for-whom-was-this-world-designed\/"},"modified":"2026-08-27T15:01:19","modified_gmt":"2026-08-27T15:01:19","slug":"abilism-what-is-it-and-for-whom-was-this-world-designed","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/citislab.it\/en\/abilism-what-is-it-and-for-whom-was-this-world-designed\/","title":{"rendered":"Abilism: what is it and for whom was this world designed?"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"row\"  id=\"row-1977966222\">\n\n\n\t<div id=\"col-536945908\" class=\"col small-12 large-12\"  >\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\n<h2>Abilismo: cos&#8217;\u00e8, significato ed esempi di discriminazione quotidiana<\/h2>\n\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\n\n\t<div id=\"col-2019745366\" class=\"col small-12 large-12\"  >\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\n<h3><strong>L\u2019abilismo nella vita quotidiana<\/strong><\/h3>\n<p>Ogni spazio che attraversiamo racconta una storia e rende tangibile una scelta. La presenza di un gradino davanti a un ingresso sta implicitamente decidendo chi ha il diritto di entrare, di lavorare, di studiare, di esistere nella sfera pubblica e come. Lo spazio fisico non \u00e8 mai neutro: \u00e8 il riflesso materiale di un ordine sociale che abbiamo interiorizzato a tal punto da non vederlo pi\u00f9.<br \/>Ma chi ha deciso quest\u2019ordine? E che cosa accadrebbe se iniziassimo davvero a interrogarci su di esso, a non darlo pi\u00f9 per scontato e a metterlo in discussione?<br \/>Non porci queste domande \u00e8 gi\u00e0, in s\u00e9, un atto di <strong>abilismo<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Abilismo: la discriminazione basata sul mito della &#8220;normalit\u00e0&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019<strong>abilismo<\/strong> \u00e8 un termine che pu\u00f2 trarre in inganno, perch\u00e9 porta con s\u00e9 un\u2019ambiguit\u00e0 semantica: la sua radice, \u201cabilit\u00e0\u201d, \u00e8 percepita in un\u2019accezione positiva.<br \/>In realt\u00e0 \u00e8 una forma di <strong>discriminazione<\/strong> nei confronti delle persone con disabilit\u00e0 che nasce dalla convinzione che esista uno standard corporeo, percettivo e cognitivo; tutto quello che se ne discosta viene considerato come un difetto, una deviazione e una mancanza.<br \/>\u00c8 una discriminazione difficile da decostruire proprio perch\u00e9 spesso \u00e8 implicita. Si annida negli atteggiamenti, nel linguaggio, nelle strutture. E si nasconde, con particolare efficacia, dietro a gesti apparentemente inclusivi.<\/p>\n<h3><strong>La piramide dell\u2019abilismo: dalle micro-aggressioni alla violenza sistemica<\/strong><\/h3>\n<p>Per comprendere meglio come si manifesta, possiamo rifarci alla <strong>piramide dell\u2019abilismo <\/strong>che ne illustra le diverse manifestazioni. In cima ci sono le forme inequivocabili di discriminazione come la violenza, la segregazione, la negazione dei diritti. Sono quelle che suscitano indignazione perch\u00e9 appaiono esplicitamente per quello che sono: ingiustizie.<br \/>Ma alla base della piramide, proprio perch\u00e9 sono cos\u00ec quotidiane e socialmente accettate, si nascondono quelle forme pi\u00f9 sottili, che spesso non riconosciamo e fatichiamo a mettere in discussione e che tuttavia contribuiscono a perpetuare un sistema discriminatorio.<\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\n\n\t<div id=\"col-2144979353\" class=\"col border-img invert-mobile small-12 large-12\"  >\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\n\t<div class=\"img has-hover x md-x lg-x y md-y lg-y\" id=\"image_368925198\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"img-inner dark\" >\n\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1020\" height=\"721\" src=\"https:\/\/citislab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PIRAMIDE-ABILISMO-01-01-1024x724.jpg\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"The pyramid of ableism represents a hierarchical structure of discrimination against people with disabilities.\" title=\"PYRAMID ENABLEMENT-01-01\" srcset=\"https:\/\/citislab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PIRAMIDE-ABILISMO-01-01-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/citislab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PIRAMIDE-ABILISMO-01-01-300x212.jpg 300w, https:\/\/citislab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PIRAMIDE-ABILISMO-01-01-768x543.jpg 768w, https:\/\/citislab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PIRAMIDE-ABILISMO-01-01-1536x1086.jpg 1536w, https:\/\/citislab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PIRAMIDE-ABILISMO-01-01-2048x1448.jpg 2048w, https:\/\/citislab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PIRAMIDE-ABILISMO-01-01-2035x1439.jpg 2035w, https:\/\/citislab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PIRAMIDE-ABILISMO-01-01-600x424.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1020px) 100vw, 1020px\" \/>\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"caption\">The pyramid of ableism stems from various studies and theoretical models related to disability studies and is used in many educational and research contexts. This representation is a graphical reworking based on multiple sources. <\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\n<style>\n#image_368925198 {\n  width: 100%;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\t\n\n\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\n\n\t<div id=\"col-519074133\" class=\"col small-12 large-12\"  >\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\n<h3><strong>Forme sottili di abilismo: patologizzazione, eroismo e neutralizzazione<\/strong><\/h3>\n<p>Assistiamo continuamente alla <strong>patologizzazione della disabilit\u00e0<\/strong>: guardare ad essa come ad un qualcosa di tragico \u00e8 una forma di <strong>discriminazione abilista<\/strong>. Associarla automaticamente a una \u201cvita ridotta\u201d, segnata dalla sofferenza, riflette uno sguardo esterno che sostituisce la conoscenza dell&#8217;esperienza vissuta con una proiezione stereotipata.<br \/>Allo stesso modo, anche la <strong>sovraesposizione eroica<\/strong>\u2014 \u201csei un esempio\u201d, \u201csei un eroe\u201d \u2014pu\u00f2 sembrare positiva, ma crea una distanza: trasforma ci\u00f2 che \u00e8 ordinario in qualcosa di straordinario. il messaggio implicito \u00e8 che da quella persona ci si aspettava meno, o nulla. L&#8217;ammirazione, in questo caso, non eleva: rivela una aspettativa di inferiorit\u00e0. La persona eroicizzata smette di essere una persona comune con una vita complessa, con difetti, contraddizioni, giorni difficili e diventa una figura simbolica, un modello da ammirare.<br \/>Anche la retorica della <strong>neutralizzazione della differenza<\/strong> \u201cSei come gli altri, siamo tutti uguali\u201d pu\u00f2 essere considerata una forma di inclusione condizionata. Mettere tutti sullo stesso piano elimina la differenza e con essa tutto ci\u00f2 che quella differenza comporta concretamente: bisogni specifici, barriere reali, modi diversi di accedere agli spazi e alle informazioni. In questo modo \u00e8 come se si dicesse: ti includo, ma a patto che tu non sia quello che sei.<\/p>\n<h3><strong>Inspiration Porn: la disabilit\u00e0 come narrazione motivazionale nei media<\/strong><\/h3>\n<p>I media agiscono come una cassa di risonanza dell\u2019<strong>abilismo<\/strong>, rafforzando questo tipo di narrazione nociva: le persone con disabilit\u00e0 appaiono quasi esclusivamente per far piangere o far applaudire, fanno da vittime o da eroi, raramente vengono riconosciute le loro vere competenze e il loro lavoro. \u00c8 solo la disabilit\u00e0 che fa audience.<br \/>\u00c8 quello che viene definito <strong>inspiration porn<\/strong>, espressione introdotta dalla giornalista e attivista australiana Stella Young. Nel suo TED Talk diventato virale ha affrontato i meccanismi che abbiamo descritto e raccontato di come le persone con disabilit\u00e0 vengano trasformate in &#8220;carburante motivazionale&#8221; per chi non vive quella condizione, oggettivizzate per far sentire meglio gli altri o per spronarli a non lamentarsi dei propri problemi.<\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\n\n\t<div id=\"col-1572589776\" class=\"col small-12 large-12\"  >\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\n<div class=\"video video-fit mb\" style=\"padding-top:56.25%;\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"I&#039;m not your inspiration, thank you very much | Stella Young\" width=\"1020\" height=\"574\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8K9Gg164Bsw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n\n\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\n\n\t<div id=\"col-1176209552\" class=\"col small-12 large-12\"  >\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\n<h3><strong>Verso una prospettiva anti-abilista: il ruolo del contesto e dell\u2019ambiente<\/strong><\/h3>\n<p>Queste manifestazioni si basano sull\u2019idea che la disabilit\u00e0 sia un limite individuale da superare, ponendo l\u2019accento sulla persona e sulla sua forza di volont\u00e0 e non sul contesto che, invece, raramente viene messo in discussione. Se il successo dipende dal coraggio individuale, allora lo spazio, la struttura e le istituzioni non hanno pi\u00f9 l&#8217;obbligo di cambiare.<br \/>Un punto di vista <strong>anti-abilista<\/strong>, invece, rovescia questo schema, vede la disabilit\u00e0 come il risultato dell\u2019interazione tra individuo e ambiente. Non \u00e8 la persona a dover &#8220;superare&#8221; qualcosa; \u00e8 il contesto che deve smettere di costruire barriere.<\/p>\n<h3><strong>Rileggere l&#8217;empatia contro l&#8217;abilismo<\/strong><\/h3>\n<p>Alla luce di queste considerazioni, anche il modo in cui parliamo di empatia merita di essere riletto. Spesso la intendiamo come il metterci nei panni degli altri immaginando come potrebbero sentirsi, ma avendo sempre come riferimento la nostra visione del mondo.\u00a0 \u00c8 un\u2019empatia riflessa che genera piet\u00e0 o ammirazione, ma che parte sempre da s\u00e9. Assumere di sapere \u00e8 gi\u00e0 una forma di sopraffazione.<br \/>Mettere in discussione quell\u2019ordine sociale, per tornare alla domanda da cui siamo partiti, significa rinunciare a questa posizione comoda e accettare di non avere risposte immediate. Significa praticare un\u2019empatia che non serve a farci sentire &#8220;dalla parte giusta&#8221;, ma a porci le domande che contano: per chi \u00e8 stato pensato questo mondo? Cosa continuiamo a non vedere?<\/p>\n<h3><strong>Design for All: progettare a partire dalla diversit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p>All\u2019interno di questo stesso orizzonte di domande si colloca anche il <strong>Design for All<\/strong>, un <strong>approccio progettuale<\/strong> che mira a rendere spazi, oggetti, informazioni e sistemi di comunicazione accessibili a tutte le persone, indipendentemente dalle loro capacit\u00e0 fisiche, sensoriali o cognitive. \u00c8 un modo diverso di pensare sin dall\u2019origine, che riconosce nelle diversit\u00e0 una condizione ordinaria dell\u2019essere umano. Invece di costruire barriere e poi cercare di rimediare, chiede di fare un passo indietro e pensare sin dall&#8217;inizio alla pluralit\u00e0 umana.<br \/>Contrastare l&#8217;<strong>abilismo<\/strong> significa mettere in discussione le strutture sociali, culturali e spaziali che lo rendono invisibile, e capire che siamo noi a poter dare ordine al nostro futuro, senza che questo ci travolga.<\/p>\n<p>E tu, sei disposto a mettere in discussione ci\u00f2 che consideri normale?<\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\n\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":9,"featured_media":5638,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[180,230],"tags":[201,233,236,237,238,239],"class_list":["post-5611","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-all-news","category-agora","tag-design-for-all","tag-inspiration-porn","tag-abilismo","tag-capacitismo","tag-disabilita","tag-oculocentrismo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/citislab.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5611","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/citislab.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/citislab.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/citislab.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/citislab.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5611"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/citislab.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5611\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5640,"href":"https:\/\/citislab.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5611\/revisions\/5640"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/citislab.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5638"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/citislab.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/citislab.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/citislab.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}